Chiesa di Santa Maria dello Spasimo – I luoghi di Manifesta 12

Da  •  13 settembre 2018 alle 11:12

I luoghi di Manifesta 12

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Manifesta, la biennale nomade di arte contemporanea, quest’anno ha scelto Palermo. Scopriamo insieme la storia di alcuni dei luoghi che ospitano le istallazioni e gli eventi di Manifesta 12.

Chiesa di Santa Maria dello Spasimo

Via dello Spasimo

La chiesa di S. Maria dello Spasimo è sorta a partire dal 1509 (costruzione approvata con Bolla Papale da Giulio II) appena fuori dalla vecchia cinta muraria cittadina. La chiesa e l’annesso convento, quest’ultimo mai completato, voluti e finanziati dal giureconsulto Jacopo Basilicò, vennero affidati ai monaci benedettini olivetani, provenienti dall’abbazia di S. Maria del Bosco di Calatamauro. La chiesa, dedicata (per volontà testamentaria della moglie del Basilicò) al dolore (Spasimo) provato da Maria Vergine nel vedere Gesù cadere sotto la Croce sulla via del Calvario, ha monumentale impianto basilicale a tre navate, transetto e ampio coro, e presenta un marcato sviluppo verticale, di evidente matrice tardo-gotica, soprattutto nel coro con archi ogivali e ampia crociera e nell’abside poligonale con copertura stellare costolonata con chiavi pendule. Il suo stile dimostra quanto il gotico, di origine catalana, si sia attardato nell’Isola, allora nell’orbita spagnola.
Anche le navate laterali, divise rispettiva- mente in quattro campate, hanno coperture a crociera costolonate, mentre la navata centrale aveva copertura lignea, ora scomparsa. Il prospetto della chiesa è caratterizzato da un nartece, con una grande arcata policentrica, inquadrato da due corpi quadrangolari coperti da cupolette su nicchie angolari e tamburo ottagonale, di cui rimane soltanto quella settentrionale. In origine si accedeva alla chiesa dal nartece: oggi l’ingresso è possibile dal lato verso via dello Spasimo. Alcune monofore archiacute della chiesa conserva- no ancora i trafori tardo-gotici originali.
A causa della costruzione, a ridosso del fianco meridionale della chiesa, del Bastione dello Spasimo, i monaci olivetani furono costretti nel 1572 a lasciare la chiesa e il con- vento, espropriati dal Senato palermitano, per trasferirsi nel convento di S. Spirito. La chiesa era così venuta a trovarsi dentro il perimetro delle nuove mura e, ormai proprietà del Senato, il suo spazio venne adibito a varie attività quali teatro (1582), lazzaretto, magazzino per grano e cereali e persino luogo per pesare la neve.
Ebbe così inizio il lento degrado del convento e della chiesa, in origine ricca di opere d’arte tra le quali spiccava la grande tavola di Raffaello raffigurante appunto La Caduta di Cristo sotto la Croce sulla via del Calvario (1517), oggi al Museo del Prado di Madrid, nota come Spasimo di Sicilia. Il dipinto, collocato nella cappella Basilicò, era inquadrato da una sontuosa cornice marmo- rea, scolpita da Antonello Gagini (1518) che, data per dispersa e ritrovata smembrata nel 1987, attende da allora di essere rimontata allo Spasimo.
Nel 1883 fu ristrutturato l’intero complesso per destinarlo a ospedale (“Principe Umberto”), e tale rimase fino al 1985, quando i locali non furono più ritenuti idonei a tale funzione. Iniziarono quindi nel 1988 i lavori di restauro della chiesa che, resa fruibile dal 1995, ospita spettacoli teatrali, concerti, mostre, nell’affascinante spazialità del luogo dove la mancanza del soffitto, il gioco dei grandi archi lanciati nel vuoto e la magnifica architettura del coro e dell’abside creano un effetto di notevole spettacolarità.
Del convento rimane una parte del porticato del chiostro incompiuto [c], risalente agli anni 30 del XVI secolo, che si ammira prima di accedere alla chiesa. Esso presentava in principio una sequenza di otto arca- te a pieno centro (esse appaiono ribassate a causa delle modanature superiori), di cui oggi sono visibili solo quattro su pilastri a cui si addossano due semicolonne con capitelli, alternativamente classicheggianti o con palmette stilizzate, non del tutto rifiniti. Le campate del portico sono coperte da volte a crociera su peducci.
Sul grande Bastione dello Spasimo, voluto nel XVI secolo dal viceré Ferrante Gonzaga per la strategia difensiva della città e progettato dall’ingegnere militare bergamasco Antonio Ferramolino, è stata sistemata un’area a giardino.

Per saperne di più sugli artisti e le iniziative della biennale visita il sito ufficiale Manifesta12

Schede tratte dal volume Palermo l’arte e la storia