La leggenda di Colapesce

Le storie di Kalós

La leggenda di Colapesce

Sono numerose le versioni di questo suggestivo racconto fantastico, molto diffuso nel napoletano e in Sicilia, che ha come protagonista un giovane abilissimo nel nuoto. La storia ha ispirato pittori, scrittori e musicisti ed è divenuta soggetto di opere d’arte e canzoni.

La leggenda narra di un certo Nicola (Cola di Messina), figlio di un pescatore, soprannominato Colapesce per la sua abilità nel muoversi in acqua. Di ritorno dalle sue numerose immersioni in mare si soffermava a raccontare le meraviglie viste e, talvolta, e spesso riportava in superficie tesori. La sua fama arrivò al re di Sicilia ed imperatore Federico II di Svevia che decise di metterlo alla prova: il re e la sua corte si recarono pertanto al largo a bordo di un’imbarcazione e buttarono in acqua una coppa che venne subito recuperata da Colapesce. Il re gettò allora la sua corona in un luogo più profondo e Colapesce riuscì nuovamente nell’impresa. La terza volta il re mise alla prova Cola gettando un anello in un posto ancora più profondo e in quell’occasione Colaspesce vide che la Sicilia posava su 3 colonne delle quali una piena di vistose crepe e segnata dal tempo. Una tradizione messinese vuole che si fosse sostituito al pilastro di Capo Peloro, secondo un’altra versione la colonna era consumata dal fuoco dell’Etna, ma in entrambe le storie il giovane Colapesce decise di restare sott’acqua, sorreggendo la colonna per evitare che la Sicilia sprofondasse.

La leggenda di Colapesce rappresetata da Renato Guttuso
in un’opera del 1985

guttuso_colapesce2-300x289

Ti consigliamo:
Renato Guttuso – Collana monografica Maestri Siciliani
Castelli federiciani in Sicilia
Di là del mare
Sicilia fantastica