Orto Botanico – I luoghi di Manifesta 12

Da  •  13 settembre 2018 alle 10:29

I luoghi di Manifesta 12

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Manifesta, la biennale nomade di arte contemporanea, quest’anno ha scelto Palermo. Scopriamo insieme la storia di alcuni dei luoghi che ospitano le istallazioni e gli eventi di Manifesta 12.

Orto Botanico

Via Lincoln

La realizzazione del complesso dell’Orto Botanico di Palermo va ascritta a quel particolare contesto storico-culturale di passaggio tra ’700 e ’800. Da più di due secoli svolge funzioni didattiche e scientifiche, rappresentando ancora oggi una fondamentale istituzione dell’Università degli Studi di Palermo. Arricchito nel corso dei secoli, custodisce un imponente patrimonio di rarità botaniche, rilevante per varietà e per provenienza [b]. Sistemato in origine (1779) sul Baluardo di Porta Carini, fu trasferito nel 1789 nel piano di S. Erasmo, lungo il confine occidentale di Villa Giulia, nello stradone di S. Antonino, attuale via Lincoln, dove esiste tuttora al di là della strada un emiciclo posto in asse con l’ingresso. L’edificio centrale, il Gymnasium (1789), fu progettato dall’architetto francese Léon Dufourny che si ispirò all’architettura greca (i pronai dorici) pur con qualche riferimento ad altre epoche (la cupola). Esso è in tufo rivestito da intonaco ed è costituito da tre ambienti: al centro la sala quadrata adibita ad aula per le lezioni di botanica, negli spazi laterali si trovano l’erbario, il semenzario, la biblioteca e l’alloggio del direttore. Le due sfingi poste ai lati dell’ingresso sono dello scultore palermitano Vitale Tuccio, autore anche delle statue in stucco all’interno dell’aula centrale, tra cui quella del botanico Linneo. Gli stucchi con motivi floreali nei lacunari del vestibolo furono eseguiti da Gaspare Firriolo cui si devono anche le statue delle Quattro stagioni (1792) collocate sul muro d’attico verso l’Orto. Le cariatidi in stucco sono di Domenico Tuccio. Le tempere murali dell’edificio furono portate a compimento da Giuseppe Velasco nel 1795: nell’aula centrale sono raffigurati I poteri della dea Flora contro quelli del tempo e della morte. La figura femminile reca un nastro con la scritta «miscuit utile dulci», verso oraziano che sintetizza appieno lo spirito di questa realizzazione. Gli edifici laterali, il Calidarium e il Tepidarium, eretti nel 1790- 97 sotto la direzione di Giuseppe Venanzio Marvuglia, completano il complesso architettonico prospiciente la via Lincoln. I bassorilievi sono di Domenico Danè.
L’Orto Botanico copre oggi una superficie di 10 ettari (dal 1892) ed è costituito da due settori principali; quello più antico, prossimo al Gymnasium, ha un impianto formale geometrico, in cui le specie sono disposte secondo il sistema di Linneo. In fondo al viale centrale si trova un grande Aquarium, realizzato nel 1796, costituito da tre bacini concentrici di varia profondità che ospitano numerose piante acquatiche.
In un secondo settore, vicino ai laboratori del Dipartimento di Botanica, le piante sono sistemate secondo l’ordinamento di Engler. Alle colture protette è destinata la Serra Carolina, donata all’Orto dalla regina Maria Carolina; originariamente in legno (1823- 40), fu ricostruita in ghisa nel 1856 da Carlo Giachery. In prossimità della serra si trova la fontana di Paride, opera di Nunzio Morello del 1838. Al confine tra l’Orto e la Villa Giulia sono le due statue di Discoride e Teofrasto che, poste sui piloni della porta maggiore, furono eseguite da Domenico Danè.
Nel lembo dell’Orto Botanico adiacente alla via Archirafi sono visibili i resti dell’antica chiesa di S. Dionisio, risalente all’epoca chiaromontana.

Per saperne di più sugli artisti e le iniziative della biennale visita il sito ufficiale Manifesta12

Schede tratte dal volume Palermo l’arte e la storia
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