Palazzo Butera e Albergo Trinacria – I luoghi di Manifesta 12

Da  •  12 settembre 2018 alle 17:40

I luoghi di Manifesta 12

3

Manifesta, la biennale nomade di arte contemporanea, quest’anno ha scelto Palermo. Scopriamo insieme la storia di alcuni dei luoghi che ospitano le istallazioni e gli eventi di Manifesta 12.

Palazzo Branciforte di Butera

Via Butera, 18

L’imponente palazzo, sorto su un «tenimento di case» acquistato nel 1692 dai Branciforte, è appartenuto a una delle più potenti famiglie aristocratiche siciliane, i principi di Butera, che ne fecero un vero e proprio status symbol del loro prestigio economico e politico. Fu soprattutto il duca Ercole Michele Branciforte e Gravina, dopo il matrimonio con Caterina Branciforte Ventimiglia, a finanziare un vasto programma di lavori di ampliamento della struttura e di decorazione degli interni. Nel 1730 è segnalata la presenza di Ferdinando Fuga nei cantieri del palazzo; il non meglio identificato “nuovo camerone” realizzato dall’architetto fiorentino andò distrutto nel 1759 quando un grave incendio devastò gran parte dell’edificio, che fu poi quasi interamente rinnovato, sotto la direzione di Paolo Vivaldi, architetto ufficiale di Casa Butera, al quale subentrerà l’ingegnere Salvatore Attinelli. Allo scadere del secolo, i lavori di ampliamento e restauro furono seguiti da Carlo Chenchi e Pietro Trombetta. Una squadra di marmorari, stuccatori (Francesco Alajmo e Domenico Guastella), intagliatori (Girolamo Carretti e G. Battista Rizzo) e pittori adornisti (Gaspare Cavarretta, Giuseppe Burgio e Benedetto Cotardi) partecipò alla ridefinizione degli ambienti. Nel 1737 fu realizzato il vasto parterre, affacciato sulle Mura delle Cattive: i lavori verranno diretti dal capomastro Salvatore Puglisi, anche sovrintendente della decorazione dei saloni interni (fino al 1741). Dai locali terranei (stalle e rimesse), attraverso lo scalone d’onore, si giunge al piano nobile, introdotto da una sala rivestita da boiseries con dipinti raffiguranti i possedimenti dei Butera, alternati ai Ritratti dei Branciforte, che costituiscono un’ideale galleria degli antenati della famiglia. Tra questi spicca per qualità il Ritratto di Giovanna d’Austria (sebbene la scritta non pertinente al dipinto si riferisca alla figlia della ritratta, Margherita d’Austria e Colonna), che il pittore fiorentino Filippo Paladini dipinse intorno al 1603-04. La distribuzione interna dell’edificio è caratterizzata da una lunghissima enfilade di saloni, allineati su un percorso rettilineo che corre lungo l’intero asse della facciata. Entro architetture trompe l’œil, la smagliante decorazione eseguita in affresco da Gioacchino Martorana (cronologicamente collocabile nell’ottavo decennio del ’700) è il più brioso e raffinato saggio del gusto rococò, allineato agli esiti migliori della pittura napoletana del tempo. I soggetti vanno dal mitologico al bucolico: si notino, tra gli altri, il Trionfo di Diana-Luna e Venere e il Trionfo di Apollo-Sole (ispirati a temi alchemici ed esoterici “dettati” dal principe Salvatore Branciforte); le bellissime figure del Cacciatore e della Cacciatrice e del Pescatore e della Pescatrice; le Turqueries nelle sovrapporte e il Corteo di donne con paggi e cavaliere. Elia Interguglielmi e il figlio Emanuele (tra il 1799 e il 1806) partecipano alle vicende decorative del palazzo con le Allegorie delle Attività Umane e dei Pianeti, al secondo piano. Completano l’arredo delle sale porte dorate e laccate, sovrapporte dipinte con Nature morte, gruppi in cera, inseriti entro fastose cornici, con raffigurazioni legate al ciclo delle stagioni. Le boiseries di alcuni saloni, improntate a un eclettico gusto neogotico, furono eseguite nel primo ’900. Il cantiere di restauro ancora in corso sta definendo un nuovo assetto che prevede la destinazione di alcune parti del palazzo a spazi espositivi ed eventi culturali.

Albergo Trinacria

Via Butera, 24
Il palazzo del principe di Trabia, sorto su progetto dell’architetto Vincenzo Trombetta, ospitò, dal 1844 al 1911, l’Hotel Trinacria, uno dei più eleganti alberghi della città. Nuovamente restaurato, è oggi sede di convegni e congressi.

Per saperne di più sugli artisti e le iniziative della biennale visita il sito ufficiale Manifesta12

Schede tratte dal volume Palermo l’arte e la storia

Scopri gli altri luoghi di Manifesta 12 Indice