I luoghi di Manifesta 12

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Manifesta, la biennale nomade di arte contemporanea, quest’anno ha scelto Palermo. Scopriamo insieme la storia di alcuni dei luoghi che ospitano le istallazioni e gli eventi di Manifesta 12.

Palazzo Merendino-Costantino

Via Maqueda, 117

La costruzione, che si articola su una vasta superficie, fu voluta da Giuseppe Merendino e realizzata su una preesistenza tra il 1785 e il 1790. La progettazione iniziale viene attribuita all’architetto Andrea Giganti (morto nel 1787), cui seguì l’architetto Giuseppe Venanzio Marvuglia che sarebbe subentrato apportando quell’inconfondibile reperto- rio di forme tratte dal lessico neoclassico. Il prospetto mostra al centro un portale inquadrato da grandi colonne ai cui lati sono due rilievi dal soggetto classicheggiante; timpani alternativamente triangolari e semicircolari sovrastano le aperture dei livelli superiori. Di notevole effetto scenografico è il cortile interno, scandito da colonne di marmo rosso, in fondo al quale si apre lo scalone a doppia rampa che conduce al piano nobile i cui fastosi saloni erano impreziositi da ricchissime decorazioni e dove si trovano, tra gli altri, gli affreschi di Gioacchino Martorana che dipinse nel salone principale Le allegorie della Virtù e Diana e Endimione, all’interno di raffinate cornici rococò, e quelli di Giuseppe Velasco che nelle gallerie realizzò il ciclo delle Storie di Costantino, tra cui spicca per vivacità di colori e dinamicità della composizione la Battaglia di Costantino (1785-90 ca.).

Oratorio della Madonna del Rifugio dei Peccatori Pentiti o dei SS. Pietro e Paolo

Via Maqueda, 74

Il piccolo oratorio, appartenuto alla Congregazione di Maria Vergine Rifugio dei Peccatori Pentiti (costituita nel 1616), presenta un semplice prospetto rifatto nel primo Novecento. Nella nicchia di sinistra è un piccolo Ecce Homo ligneo settecentesco a figura intera. All’interno, nella volta dell’unica aula, sono affreschi con membrature illusorie e una gelosia lignea architettonica riferibile al tardo ’800.

Sacrario ai Caduti (Casa del Mutilato)

Via Alessandro Scarlatti, 12/14

Un’opera voluta dal regime fascista nel 1937, che l’architetto Giuseppe Spatrisano risolve con eleganza nel metafisico atrio illuminato da un oculo centrale. Sui prospetti, rivestiti in marmo, si trovano rilievi e frasi allegoriche legate al ricordo dei Caduti («fu seme il fante la vittoria il fiore», «il nostro spirito è luce che non si spegne»). All’interno vi sono decorazioni musive.
Da notare l’edificio di diversa natura che sorge alla destra del sacrario, l’arena Trianon, uno spazio per spettacoli di varietà all’aper- to. Presenta sul prospetto un interessante re- pertorio decorativo di gusto déco con rilievi in stucco: mascheroni tragici, strumenti musicali e una figura femminile allegorica con la lira. Oggi lo spazio è usato come parcheggio.

Per saperne di più sugli artisti e le iniziative della biennale visita il sito ufficiale Manifesta12

Schede tratte dal volume Palermo l’arte e la storia

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