Palazzo Forcella De Seta – I luoghi di Manifesta 12

Da  •  17 settembre 2018 alle 12:23

I luoghi di Manifesta 12

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Manifesta, la biennale nomade di arte contemporanea, quest’anno ha scelto Palermo. Scopriamo insieme la storia di alcuni dei luoghi che ospitano le istallazioni e gli eventi di Manifesta 12.

Palazzo Forcella De Seta

Foro Umberto I (ingresso da piazza Kalsa)

Il palazzo, che sorge lungo il Foro Italico, sopra Porta dei Greci (1553), ha subito nel tempo numerose trasformazioni. Infatti, già nella seconda metà del XVII secolo esiste- va una costruzione di proprietà dei principi Bonanno di Cattolica; essa fu oggetto di profonde modifiche nel 1793. L’edificio fu poi distrutto nei moti del 1820 e rico- struito nel 1832 per volere del marchese Enrico Forcella, con un gusto spiccatamente eclettico, che trae ispirazione dallo stile arabo-normanno-gotico. Alla progettazione e risistemazione del palazzo parteciparono prima l’architetto Palazzotto che vi profuse note di sobrietà neoclassiche, successivamente il Patricolo che si ispirò a repertori gotici, attribuendo così all’insieme quel tocco eclettico, comune ad altre opere dell’800. Non fu mai completato a causa delle continue liti con le monache del vicino monastero di S. Teresa che non volevano rinunciare alla loro vista sul mare. Fu in seguito acquistato dai principi di Baucina e all’inizio del ’900 dal marchese De Seta che operò ulteriori cambiamenti con il supporto tecnico di Gino Morici. Anche le decorazioni interne mostravano grande gusto e raffinatezza ed evidenti caratteri ispirati a epoche passate, con mosaici policromi, soffitti lignei intagliati e affreschi, tra cui quello del salone neoclassico realizzato da Tomaselli all’inizio del secolo scorso. Dal 1925 fino alla guerra la marchesa De Seta istituì nel palazzo, insieme all’amica M. Fortunata Di Liberti, un attivo laboratorio di ricamo, dall’evocativo nome di Tiraz, coinvolgendo le ricamatrici della Kalsa, con un buon successo commerciale che varcò i confini dello Stretto.
Di fronte è il monumento a Vincenzo Florio, opera del 1875 di Vincenzo D’Amore.

Per saperne di più sugli artisti e le iniziative della biennale visita il sito ufficiale Manifesta12

Schede tratte dal volume Palermo l’arte e la storia

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