colombara

Articolo tratto dalla Rivista Kalós n.2 del 1997

La Colombara di Trapani

Testo e fotografie di Ferdinando Maurici

La Colombara di Trapani, di origine aragonese, segno distintivo della topografia della città, nel XVI secolo venne potenziata con poderose strutture che la resero un importante avamposto del sistema difensivo dell’Isola. Pur ricollegandosi ai castelli svevi presenti in Sicilia, trova suggestivi confronti con le torri ottagonali già presenti fin dall’XI secolo in vari centri dell’Europa del nord.

 

La Colombara si erge su un isolotto all’ingresso del porto, sulla continuazione della lingua di terra su cui si stringe la città. La tradizione erudita ne fa risalire la costruzione ai Cartaginesi ma le fonti storiche più antiche concernenti la torre risalgono al XII secolo. Il più antico riferimento sarebbe contenuto in un documento di Federico I del 1223. È la concessione a tale Alberto di Milo della capitania di guerra per Trapani e del titolo di castellano per il castrum della città e la turris Columbarie. L’atto contiene però alcune incongruenze che ne rendono fortemente dubbia l’autenticità.

Le prime notizie certe risalgono quindi all’epoca del Vespro. Il cronista Bartolomeo da Neocastro, a proposito di Trapani, accenna ai gemina castra che difendevano la città: si tratta proprio della Colombara e del castello di ‘di terra’ ubicato sull’angolo NE della cinta muraria.Una datazione fra la fine del XII secolo e i primi del XIV, d’altra parte, sembra per la Colombara la più probabile, tanto per ragioni stilistiche che in considerazione della nuova importanza assunta da Trapani dopo il Vespro.

La turris sive fortilitium viene più volte ricordata nel corso del XI secolo, quando la sua castellania è appannaggio quasi ereditario dei veri padroni della pur demaniale Trapani, gli Abate. Alla fine del XI secolo, con la riconquista aragonese, la torre, insieme al castello ‘di terra’, ritorna di fatto e di diritto al demanio regio. La torre della Colombara, come tutti i castelli demaniali, è affidata a un castellano che ha al suo comando una piccola guarnigione di serventi. Gli stipendi del personale, come tutte le altre spese di armamento e manutenzione, gravano sul locale ufficio di riscossione delle imposte la ‘secrezia’ di Trapani.

Sei onze per il castellano

Nel 1409 il castellano riceveva uno stipendio di appena 6 onze. Peggio pagati i tre serventi che lo affiancavano nella custodia del fortilizio: 4 onze. Nonostante l’esiguità della guarnigione, la torre disponeva di un arsenale ragguardevole dettagliatamente descritto in un inventario: quattro bombarde con polvere e palle; quattro balestre con i relativi verrettoni; armature con elmi e grandi scudi; lance, fanali per le comunicazioni. Per andare e venire da Trapani la guarnigione disponeva di una barca, mentre i turni di guardia erano scanditi dal suono di una campana.

Il complesso fortificato già allora si componeva di una torre principale e di altri edifici. L’inventario ricordo infatti che la mastra turri era ulteriormente difesa da mantillitti, paratie mobili che si collocavano fra le merlature: se vi era necessità di designare chiaramente la maestra turri evidentemente esistevano altre parti del complesso  e forse una torre più piccola. Al principio del ‘500, con lo sviluppo delle artiglierie piriche e l’approssimarsi della minaccia turco-barbaresca, la vecchia torre medievale, così come tutte le difese trapanesi, divenne del tutto inadeguata.

L’ingegnere Ferramolino

Nella prima metà del Cinquecento è attivo a Trapani, e in particolare alla Colombara, il celebre ingegnere militare Ferramolino da Bergamo. Il complesso della Colombara fu potenziato mediante la costruzione di una grande struttura a pianta ovale che inglobò la turri mastra per circa metà della sua altezza. Una torre più piccola venne anch’essa inglobata nel corpo ellittico e molto probabilmente cimata. In questo stato la Colombara venne dipinta ad acquerello da Camillo Camilliani. La fortezza era allora al culmine della sua importanza militare: le terrazze del grande edificio ovale appaiono irte di cannoni mentre un immenso stendardo con l’aquila asburgica sventola sul pennone della torre. Più tardi venne aggiunto il grande bastione sul lato del porto di Trapani.

Queste opere furono probabilmente realizzate sotto Filippo II per volontà del viceré Fernandez Pacheco. Lo attesta una bella lapide, datata 1607, murata all’esterno della torre assieme a uno stemma, verosimilmente proprio quello di Fernandez Pacheco. Il bastione è sempre presento nelle rappresentazioni sei e settecentesche della Colombara. Altre opere furono aggiunte nella seconda metà del  ‘600. La decadenza del complesso inizia nel ‘700 e va avanti fino alla trasformazione ottocentesca in istituto di pena con l’aggiunta di nuovi, vasti corpi di fabbrica. L’uso carcerario è durato fino ad alcuni decenni fa.

La Colombara è stata poi abbandonata al suo destino e solo da pochissimi anni la Soprintendenza ai Beni Culturali di Trapani ha avviato i primi necessari lavori di restauro.

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